Villa Romana

Scoperta poco dopo la Seconda guerra mondiale, la Villa Romana di Isera è un unicum nel suo genere in tutto il Trentino Alto Adige.

© Dima Mukhin - Unsplash

Descrizione

Villa

I ruderi della Villa Romana furono scoperti durante la costruzione della scuola d’infanzia d’Isera. L’edificio, non distante dal tracciato lagarino della Via Claudia Augusta, presenta le caratteristiche di quel tipo di impianto extraurbano che viene definito “villa urbano-rustica”. È un grande complesso architettonico dipendente da una proprietà agricola, a testimonianza che fin dall’epoca augustea le popolazioni qui erano dedite all’agricoltura. Si articola in due quartieri distinti e complementari: la pars urbana, dotata di sale di rappresentanza, ambienti di soggiorno e aree balneari decorate da affreschi e mosaici, e la pars rustica, composta dalle strutture e dai locali necessari al funzionamento produttivo della villa.
L’interesse per i resti dell’antico edificio, si deve all’iniziativa di Adriano Rigotti, noto studioso di antichità locali, che a seguito di un paziente lavoro di raccolta di testimonianze e informazioni, nel 1973 promosse e coordinò il primo scavo archeologico. Fu il preludio a una serie di campagne di scavo sostenute e finanziate dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto in sinergia con il Centro studi lagarini e con l’Università di Trento.

La Villa Romana di Isera attualmente è chiusa per restauro.

Modalità di accesso

L’accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

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