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Palazzo Galvagni, sede della “Fondazione Galvagni”

La “Fondazione Galvagni” nasce dal desiderio di Maria Arduini, moglie di Giovanni Galvagni, di poter donare i suoi beni al Comune di Isera affinché provvedesse ad una fondazione a favore degli anziani e dei poveri del paese, una fondazione nell'interesse della generalità degli abitanti, da erigersi in ente morale e da denominarsi: “FONDAZIONE GIANNINO E MARIA GALVAGNI”. Con il suo testamento, redatto ancora quando era in vita, e cioè il 1 novembre 1946, si assicurava che parte del suo patrimonio fosse concessa a persone in disagiate condizioni economiche ed allo stesso tempo appartenenti al comune di Isera.
Avranno titolo di preferenza in ogni caso, a seguito della volontà della testatrice, gli abitanti del capoluogo di Isera e della frazione di Folaso su quelli delle altre frazioni del distretto comunale.
La devoluzione fu pienamente accolta dal Comune con tutti gli obblighi ad essa inerenti.
La fondazione ha sede in Isera, Piazza San Vincenzo 12, e prevede 14 alloggi: alcuni miniappartamenti e altri per famiglie di 3-4 persone.
Al piano terra, oltre a due alloggi adatti ai disabili si trovano degli spazi coperti di uso comune: depositi, cantine, sale per il ritrovo, e i locali che oggi ospitano il Museo della Cartolina.
Particolare importanza è stata data alla riqualificazione dell'ambiente esterno, ricollegando alla corte l'ampio giardino mediante dei portici assunti come elementi di interconnessione spaziale. Questa donazione di alto valore sociale ed umanitario ha contribuito ad aiutare molte famiglie in condizioni disagiate e bisognose di aiuto.
Non adibite ad abitazione sono le due stanze affrescate dal pittore Giovanni di Dio Galvagni, prozio del defunto marito della testatrice. Esse sono riservate per il Consiglio di Amministrazione della Fondazione.
Le due stanze, particolarmente belle denotano la singolare sensibilità e delicatezza dell'artista nell'affrescare scene di mitologia biblica. Il paradiso terrestre, il passaggio al Mar Rosso, Sansone alle prese con il leone, l'incontro fra Esaù e Giacobbe sono alcune delle pitture rappresentate. La decorazione si completa con le tempere del soffitto, dall'evidente allusione alla morte e risurrezione di Cristo.
Sono presenti anche scene campestri e statue raffiguranti Cerere, Pallade, l'autunno, l'inverno. Nel cielo spicca un ovale con Apollo, le Muse e l'alato destriero Pegaso.
Il risultato ricrea un naturalismo decorativo in continuità con il paesaggio classico di matrice secentesca che tende ad una rappresentazione distaccata della realtà e perciò non imitativo o documentario. Questi affreschi risalgono alla fine del 1700 - inizio 1800 e rappresentano per noi dei capolavori che meritano di essere conservati e aperti al pubblico.

BIBLIOGRAFIA

  •  ISERA, storia personaggi istituzioni di Luigina Chiusole (ed. La Grafica)
  •  Giovanni di Dio Galvagni di Lucio Franchini (ed. Nicolodi)

 Testo elaborato da studenti del Comune di Isera


Ultimo aggiornamento :
Giovedì 19 Febbraio 2015 15:45